Oramai non è più una notizia nuova, o forse non è neanche una notizia. Fatto è che dal 1 ottobre la RAI ha spento i propri trasmettitori in onda corta e chiuso il centro trasmissioni internazionali di Prato Smeraldo, per destinare le risorse ad altre tecnologie più moderne. Detta così sembra una normale < e condivisibile > scelta aziendale volta a migliorare il servizio rivolto all'utenza. Purtroppo invece e una scelta che lascia milioni di italiani all'estero, di appassionati di radio in giro per il mondo senza una voce dall'Italia. Mentre altri paesi del G8 investono nelle trasmissioni radio l'Italia, paese che ha dato i natali a Guglielmo Marconi (di cui si è celebrato il 70° anniversario della sua morte non molti giorni addietro), semplicemente stacca la spina. Grazie a questo "vecchio" mezzo di comunicazione chiunque trovandosi anche nel più sperso e remoto angolo della terra era in grado di ricevere ( ad onor del vero male, visti i limitati investimenti fatti ) notizie, informazioni voci da "casa" anche senza sofisticati mezzi satellitari o connessioni internet, ma con una semplice radiolina da pochi euro. E' quanto mai triste assistere alla fine di un sogno di uno dei veri padri fondatori dell'Italia, ma forse tecnologia ed innovazione hanno come sinonimo Isole varie, reality, veline e liti in diretta..........................

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